TU TI SPEZZASTI
_ da IL TEMPO è MUTO
I molti immani, sparsi, grigi sassi
frementi ancora alle segrete fionde
Di originarie fiamme soffocate
od ai terrori di fiumane vergini
ruinati in implacabili carezze,
- Sopra l'abbaglio della sabbia rigidi
in un vuoto orizzonte, non rammenti ?
E la recline, che s'appiglia all'unico
raccogliersi dell'ombra nella valle,
araucaria, anelando ingigantita,
volta nell'ardua selce d'erme fibre
più delle altre dannate refrattaria
fresca la bocca di farfalle e d'erbe
dove le radici si tagliava,
- Non le rammenti delirante muta
sopra tre palmi d'un rotondo ciottolo
in un perfetto bilico
magicamente apparsa
Di ramo in ramo fioriranno lieve
ebbri di meraviglia gli avidi occhi
ne conquistavi la screziata cima,
temerario, musico bimbo,
solo per rivedere all'ilmo lucido
d'un fondo e quieto baratro di mare
favolose testuggini
ridestarsi fra le alghe
della natura estrema la tensione
e le sue subacquee pompe
funebri morti
^^^
alzavi le braccia come ali
e ridevi nascita al vento
correndo nel peso dell'aria morta
Nessuno mai vide posare
il tuo lieve piede di danza
^^^
Grazia felice,
non avresti potuto spezzarti
in una cecità tanto indurita
tu semplice soffio e cristallo,
troppo umano lampo per l'empio,
selvoso, accanito, ronzante
ruggito d'un sole d'ignudo.
GIUSEPPE UNGARETTI
STELLE (1927)
_ da IL SENTIMENTO DEL TEMPO-
Tornano in alto ad ardere le favole
Cadranno colle foglie al primo vento
Ma venga un altro soffi,
Ritornererà scintillamento nuovo
Wednesday, December 6, 2006
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