Friday, May 23, 2008
oneplusone
L’attesa..
Vi hanno costruito una terra comune dove vi specchiate, giocate tra parchi a tema ludici e spettacolari.
Siete dentro Dysneyland ed avete paura di uscire.
L’indiano, nelle terre sconfinate, doveva inginocchiarsi accanto la sua preda morente, avvicinare la bocca per rubare il suo ultimo respiro, per impossessarsi della sua velocità.
Continuate a recitare la preghiera della serenità, interconnessi di fronte a un Dio virtuale.
Intanto qualcuno sorveglia e mira la vostra immobilità.
Ci sono moltissime interferenz
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Una lettera, una sfida e una storia di potere fanno da sfondo a dieci videolezioni di ciclomeccanica più uno speciale sulla bicicletta a scatto fisso. Inoltre nel DVD è presente un documentario sul progetto EcoTaxi nato dalla cooperativa sociale BlowUp di Roma. Prodotto in collaborazione con Tam Tam Formazione e Servizi e patrocinato dal Circolo Legambiente “Aframbiente”.
a-BiCi
videocorso di ciclomeccanica
+
En route pur la joie
storia di un ecotaxi e di una ciclofficina
meddleTv presenta il suo primo dvd, prenotabile sul sito www.produzionidalbasso.org
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Thursday, May 1, 2008
LA SOCIETà DELLO SPETTACOLO
Cap.18
di Guy Debord
Là dove il mondo reale si cambia in semplici immagini, le semplici immagini divengono degli esseri reali, e le motivazioni efficienti di un comportamento ipnotico. Lo spettacolo, come tendenza a far vedere per il tramite di diverse mediazioni specializzate il mondo che nonn è più direttamente coglibile, traova naturalmente nella vista il senso umano privilegiato che in altre epoche fu il tatto; il senso più astratto, e più mistificabile, corrisponde all'astrazione generalizzata della società attuale. Ma lo spettacolo non è identificabile al semplice sguardo, sia pure combinato con l'ascolto. E' ciò che sfugge all'attività degli uomini, alla riconsiderazione e alla corrente della loro opera. E' il contrario del dialogo. Ovunque vi è rappresentazione indipendente, lo spettacolo si ricostituisce.
Cap.18
di Guy Debord
Là dove il mondo reale si cambia in semplici immagini, le semplici immagini divengono degli esseri reali, e le motivazioni efficienti di un comportamento ipnotico. Lo spettacolo, come tendenza a far vedere per il tramite di diverse mediazioni specializzate il mondo che nonn è più direttamente coglibile, traova naturalmente nella vista il senso umano privilegiato che in altre epoche fu il tatto; il senso più astratto, e più mistificabile, corrisponde all'astrazione generalizzata della società attuale. Ma lo spettacolo non è identificabile al semplice sguardo, sia pure combinato con l'ascolto. E' ciò che sfugge all'attività degli uomini, alla riconsiderazione e alla corrente della loro opera. E' il contrario del dialogo. Ovunque vi è rappresentazione indipendente, lo spettacolo si ricostituisce.
Friday, April 11, 2008
ONEPLUSONE
E’ successo tanti anni fa.
Quando la vostra porno rabbia, il crimine dell’illusione si è arreso alla quotidianità lisergica dello spettacolo.
Lo spettacolo …
Avete una pallottola puntata dietro la nuca.
Ma siete ancora controllati al di là del filo.
La percezione vi trasforma continuamente in collegiali immobilizzati a terra o in bastardi convertiti dalla stanchezza.
Nella città si muovono uomini senza carne.. nella città ci sono persone sull’onda di una crisi di nervi. Nella città il mondo orwelliano non è più una minaccia, ma un modello di assuefazione..
oneplusone.
Protetto da meddletv
E’ successo tanti anni fa.
Quando la vostra porno rabbia, il crimine dell’illusione si è arreso alla quotidianità lisergica dello spettacolo.
Lo spettacolo …
Avete una pallottola puntata dietro la nuca.
Ma siete ancora controllati al di là del filo.
La percezione vi trasforma continuamente in collegiali immobilizzati a terra o in bastardi convertiti dalla stanchezza.
Nella città si muovono uomini senza carne.. nella città ci sono persone sull’onda di una crisi di nervi. Nella città il mondo orwelliano non è più una minaccia, ma un modello di assuefazione..
oneplusone.
Protetto da meddletv
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Tuesday, March 25, 2008
STRADE PERDUTE
Strade perdute racconta il cinema fatto di immagini, sogni, utopie, emozioni e testimonianze
http://stradeperdute.wordpress.com
Strade perdute racconta il cinema fatto di immagini, sogni, utopie, emozioni e testimonianze
http://stradeperdute.wordpress.com
Monday, March 24, 2008
LA SOCIETà DELLO SPETTACOLO
di Guy Debord
cap.17
La prima fase del dominio dell'economia sulla vita sociale aveva determinato nella definizione di ogni realizzazione umana un'evidente degradazione dell'essere in avere. La fase presente dell'occupazione totale della vita sociale da parte dei risultati accumulati dell'economia conduce a uno slittamento generalizzato dell'avere nell'apparire, da cui ogni "avere" effettivo deve trarre il suo prestigio immediato e la sua funzione ultima. Nello stesso tempo ogni realtà individuale è divenuta sociale, direttamente dipendente dalla potenza sociale, modellata da questa.
Se le è permesso di apparire, è soltanto in ciò che essa non è.
di Guy Debord
cap.17
La prima fase del dominio dell'economia sulla vita sociale aveva determinato nella definizione di ogni realizzazione umana un'evidente degradazione dell'essere in avere. La fase presente dell'occupazione totale della vita sociale da parte dei risultati accumulati dell'economia conduce a uno slittamento generalizzato dell'avere nell'apparire, da cui ogni "avere" effettivo deve trarre il suo prestigio immediato e la sua funzione ultima. Nello stesso tempo ogni realtà individuale è divenuta sociale, direttamente dipendente dalla potenza sociale, modellata da questa.
Se le è permesso di apparire, è soltanto in ciò che essa non è.
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Thursday, March 20, 2008
ATALANTE
LETTURA VELOCE DELLA PELLICOLA
Nel 1895 Filoteo Alberini brevetta il Kinetografo, macchina per la ripresa, la stampa e la proiezione cinematografica. Nel 1905 fonda a Roma il primo teatro di posa, che nel tempo diventerà una vera e propria casa di produzione chiamata Cines. Proprio nello stesso anno gira La presa di Roma, primo film di ambientazione storica, genere che avrà fortuna insieme al dramma sentimentale. La diffusione dei due generi, sopratutto quello storico, fu facilitato dalla possibilità di utilizzare scenari naturali e monumentali e dalla grande massa di comparse favorita da una impressionante disoccupazione presente in Italia. Inoltre non va dimenticato che proprio in quegli anni, che portarono al fascismo, il Kolossal favorì l'esaltazione della romanità. Tra i registi vanno ricordati Giovanni Pastrone (1882-1959) che realizzò La caduta di Troia(1910)-primo kolossal italiano- e sopratutto Cabiria(1914), pellicola che influenzò il cinema hollywoodiano e un maestro come Griffith, anticipandone lo stile;Enrico Guazzoni che realizzò Quo Vadis ?(1913)e Giovanni Novelli Vidali, autore di Spartaco (1913). Nel secondo decennio del '900 l'Italia aggiunse al filone storico quello del dramma mondano e si impose al pubblico internazionale. Consacrò la popolarità di molte dive come Lydia Quaranta, Italia Almirante Manzini e Lydia Borelli. Queste figure femminili furono le protagoniste dei drammi ispirati ora ai romanzi di Gabriele
D'Annunzio, ora agli autori francesi più in voga.
Video tratto dal film Cabiria (1914) di Giovanni Pastrone
LETTURA VELOCE DELLA PELLICOLA
Nel 1895 Filoteo Alberini brevetta il Kinetografo, macchina per la ripresa, la stampa e la proiezione cinematografica. Nel 1905 fonda a Roma il primo teatro di posa, che nel tempo diventerà una vera e propria casa di produzione chiamata Cines. Proprio nello stesso anno gira La presa di Roma, primo film di ambientazione storica, genere che avrà fortuna insieme al dramma sentimentale. La diffusione dei due generi, sopratutto quello storico, fu facilitato dalla possibilità di utilizzare scenari naturali e monumentali e dalla grande massa di comparse favorita da una impressionante disoccupazione presente in Italia. Inoltre non va dimenticato che proprio in quegli anni, che portarono al fascismo, il Kolossal favorì l'esaltazione della romanità. Tra i registi vanno ricordati Giovanni Pastrone (1882-1959) che realizzò La caduta di Troia(1910)-primo kolossal italiano- e sopratutto Cabiria(1914), pellicola che influenzò il cinema hollywoodiano e un maestro come Griffith, anticipandone lo stile;Enrico Guazzoni che realizzò Quo Vadis ?(1913)e Giovanni Novelli Vidali, autore di Spartaco (1913). Nel secondo decennio del '900 l'Italia aggiunse al filone storico quello del dramma mondano e si impose al pubblico internazionale. Consacrò la popolarità di molte dive come Lydia Quaranta, Italia Almirante Manzini e Lydia Borelli. Queste figure femminili furono le protagoniste dei drammi ispirati ora ai romanzi di Gabriele
D'Annunzio, ora agli autori francesi più in voga.
Video tratto dal film Cabiria (1914) di Giovanni Pastrone
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Sunday, March 16, 2008
ATALANTE
LETTURA VELOCE DELLA PELLICOLA
Il percorso di Georges Mèliés ( Parigi 1861-1938) è attraversato da una produzione scenica nuova, creativa, illusionistica e fantasmagorica. Nel “teatro delle illusioni” il prestidigiatore si muove con eleganza e naturalità in un contesto, la società parigina e il teatro di Robert- Hudin, dove pittori, musicisti, attori, correvano lungo percorsi per conquistare senza indugio la natura dello spazio cosmico.
Mèliés fu suggestionato anche dalla scuola Inglese, dove frequenta L’Egyptian Hall, un rinomato teatro “magico” di Picadilly . Qui John Nevil Maskelyne e George Alfred Cooke avevano provocato una vera e propria rivoluzione nella disciplina inserendo i trucchi dentro un tessuto narrativo continuo e presentandoli come i punti culminanti nello sviluppo dell’azione. Méliès si esibirà regolarmente all’Egyptian Hall.
Nel 1888 Méliés diviene proprietario del teatro già appartenuto a Robert- Houdin e lo restaura aggiornando le macchine sceniche e sostituendo i vecchi drappeggi con un elegante scenografia. Il 5 ottobre dello stesso anno propone la prima illusione da lui creata, La Stroubaika Persane. D’ora in poi spettri impalpabili, caverne fantastiche e fontane maledette circondano da ogni parte lo spettatore.
Con Méliés si passa dallo spettatore all’immagine, dall’universo interiore al fantastico esteriore. Fantasmagoria, finzione, sogno, immaginario, flusso, animazione…
Nel 1889 Mèliès, migliorando la sua tecnica, usa la Lanterna Magica per la proiezione di lastre semitrasparenti, sovrapposte in modo da consentire la visione di scenari in dissolvenza grazie all’uso di alcune lampade Moltemi
Trucco filmico: i trucchi di Mèliés sono “la chiave del nuovo mondo” secondo l’espressione di M.Bouman.
In L’Homme a la tète en caoutchouc (1902) l’attrazione è costituita dal folle chimico pronto a sottoporre la propria testa ad un terribile esperimento di pneumatica cerebrale. La testa di Méliés tutt’altro che disposta ad accettare il trattamento, commenta i gesti di colui che l’ha messa su un tavolo inquadrato da un arco a sesto ribassato e l’ha gonfiata con l’aria immessa nella carotide mediante un tubo di gomma. La testa assume proporzioni gigantesche , poi si sgonfia. Il chimico chiede all’assistente di ripetere l’esperimento. L’incauto collaboratore esercita sul tubo una pressione eccessiva, e la testa esplode in una nuvola di fumo: il chimico, furibondo, lo butta fuori dalla porta. Il trucco è semplice quanto di grande effetto: Méliés trova trova il sistema di introdursi dentro una sorta di baule tappezzato in tessuto nero in modo che solo la testa possa impressionare la pellicola. Il baule è collocato sopra un carrello che scorre su binari in pendenza verso la macchina da presa, che rimane fissa. Il carrello avanza verso la macchina, dando l’impressione che la testa si alzi e si ingrandisca. La “salita” è stata minuziosamente calcolata in modo da consentire al piano del tavolo di coincidere con la base del collo di Méliés mentre le dimensioni della testa aumentano di fronte all’obiettivo, il cui fuoco viene attentamente regolato nel corso del movimento. Un ‘accurata sovrimpressione con il resto della scena (ovvero lo spazio esterno all’arco entro cui la testa esplode, mediante il consueto effetto di sostituzione), e il gioco è fatto..
LETTURA VELOCE DELLA PELLICOLA
Il percorso di Georges Mèliés ( Parigi 1861-1938) è attraversato da una produzione scenica nuova, creativa, illusionistica e fantasmagorica. Nel “teatro delle illusioni” il prestidigiatore si muove con eleganza e naturalità in un contesto, la società parigina e il teatro di Robert- Hudin, dove pittori, musicisti, attori, correvano lungo percorsi per conquistare senza indugio la natura dello spazio cosmico.
Mèliés fu suggestionato anche dalla scuola Inglese, dove frequenta L’Egyptian Hall, un rinomato teatro “magico” di Picadilly . Qui John Nevil Maskelyne e George Alfred Cooke avevano provocato una vera e propria rivoluzione nella disciplina inserendo i trucchi dentro un tessuto narrativo continuo e presentandoli come i punti culminanti nello sviluppo dell’azione. Méliès si esibirà regolarmente all’Egyptian Hall.
Nel 1888 Méliés diviene proprietario del teatro già appartenuto a Robert- Houdin e lo restaura aggiornando le macchine sceniche e sostituendo i vecchi drappeggi con un elegante scenografia. Il 5 ottobre dello stesso anno propone la prima illusione da lui creata, La Stroubaika Persane. D’ora in poi spettri impalpabili, caverne fantastiche e fontane maledette circondano da ogni parte lo spettatore.
Con Méliés si passa dallo spettatore all’immagine, dall’universo interiore al fantastico esteriore. Fantasmagoria, finzione, sogno, immaginario, flusso, animazione…
Nel 1889 Mèliès, migliorando la sua tecnica, usa la Lanterna Magica per la proiezione di lastre semitrasparenti, sovrapposte in modo da consentire la visione di scenari in dissolvenza grazie all’uso di alcune lampade Moltemi
Trucco filmico: i trucchi di Mèliés sono “la chiave del nuovo mondo” secondo l’espressione di M.Bouman.
In L’Homme a la tète en caoutchouc (1902) l’attrazione è costituita dal folle chimico pronto a sottoporre la propria testa ad un terribile esperimento di pneumatica cerebrale. La testa di Méliés tutt’altro che disposta ad accettare il trattamento, commenta i gesti di colui che l’ha messa su un tavolo inquadrato da un arco a sesto ribassato e l’ha gonfiata con l’aria immessa nella carotide mediante un tubo di gomma. La testa assume proporzioni gigantesche , poi si sgonfia. Il chimico chiede all’assistente di ripetere l’esperimento. L’incauto collaboratore esercita sul tubo una pressione eccessiva, e la testa esplode in una nuvola di fumo: il chimico, furibondo, lo butta fuori dalla porta. Il trucco è semplice quanto di grande effetto: Méliés trova trova il sistema di introdursi dentro una sorta di baule tappezzato in tessuto nero in modo che solo la testa possa impressionare la pellicola. Il baule è collocato sopra un carrello che scorre su binari in pendenza verso la macchina da presa, che rimane fissa. Il carrello avanza verso la macchina, dando l’impressione che la testa si alzi e si ingrandisca. La “salita” è stata minuziosamente calcolata in modo da consentire al piano del tavolo di coincidere con la base del collo di Méliés mentre le dimensioni della testa aumentano di fronte all’obiettivo, il cui fuoco viene attentamente regolato nel corso del movimento. Un ‘accurata sovrimpressione con il resto della scena (ovvero lo spazio esterno all’arco entro cui la testa esplode, mediante il consueto effetto di sostituzione), e il gioco è fatto..
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Friday, March 14, 2008
ATALANTE
LETTURA VELOCE DELLA PELLICOLA CINEMATOGRAFICA
Il cinematografo accresce doppiamente l’impressione di realtà della fotografia, da un lato restituendo agli esseri e alle cose il loro movimento naturale, dall’altro proiettandoli,liberati dalla pellicola e dalla scatola del chinetoscopio, su una superficie ove essi sembrano autonomi. La nascita del cinematografo la possiamo ritenere relativa. Già Edison aveva animato la fotografia e Reynaud proiettò sullo schermo immagini animate. La sua originalità sta proprio nell’aver relazionato in un sistema unico la fotografia animata e la proiezione.
I fratelli Lumière lo indirizzano verso le applicazioni scientifiche e non spettacolari, ovvero tra le innovazioni tecnologiche che hanno portato radicali cambiamenti nella cultura che va dal 1880 allo scoppio della prima guerra mondiale, caratteristiche, inoltre, nel modo nuovo di esperire lo spazio e il tempo..
Ciò che attirò nel cinema dei fratelli Auguste e Louis Lumière, non fu tanto un’uscita dalle fabbriche o un treno dalla stazione, ma un l’immagine del treno e un’immagine dell’uscita dalla fabbrica. Non era per il reale, ma per l’immagine del reale che si facevano le resse agli ingressi dove si proiettavano gli spettacoli, ingressi come quello del Salon Indien. Lumière, a differenza di Edison, ebbe l’intuizione di filmare e proiettare come spettacolo ciò che spettacolo non era: la vita quotidiana, gli uomini che pensano ai loro affari, il movimento nelle città, il semplice colloquiare all’interno di un caffè..
1° film: L'uscita dalle officine Lumière (1895)( La sortie dans les officines Lumière)
2° film: L'arrivo di un treno alla stazione di la Ciotat (1896) (L'arrivè d'un train a la Ciotat)
LETTURA VELOCE DELLA PELLICOLA CINEMATOGRAFICA
Il cinematografo accresce doppiamente l’impressione di realtà della fotografia, da un lato restituendo agli esseri e alle cose il loro movimento naturale, dall’altro proiettandoli,liberati dalla pellicola e dalla scatola del chinetoscopio, su una superficie ove essi sembrano autonomi. La nascita del cinematografo la possiamo ritenere relativa. Già Edison aveva animato la fotografia e Reynaud proiettò sullo schermo immagini animate. La sua originalità sta proprio nell’aver relazionato in un sistema unico la fotografia animata e la proiezione.
I fratelli Lumière lo indirizzano verso le applicazioni scientifiche e non spettacolari, ovvero tra le innovazioni tecnologiche che hanno portato radicali cambiamenti nella cultura che va dal 1880 allo scoppio della prima guerra mondiale, caratteristiche, inoltre, nel modo nuovo di esperire lo spazio e il tempo..
Ciò che attirò nel cinema dei fratelli Auguste e Louis Lumière, non fu tanto un’uscita dalle fabbriche o un treno dalla stazione, ma un l’immagine del treno e un’immagine dell’uscita dalla fabbrica. Non era per il reale, ma per l’immagine del reale che si facevano le resse agli ingressi dove si proiettavano gli spettacoli, ingressi come quello del Salon Indien. Lumière, a differenza di Edison, ebbe l’intuizione di filmare e proiettare come spettacolo ciò che spettacolo non era: la vita quotidiana, gli uomini che pensano ai loro affari, il movimento nelle città, il semplice colloquiare all’interno di un caffè..
1° film: L'uscita dalle officine Lumière (1895)( La sortie dans les officines Lumière)
2° film: L'arrivo di un treno alla stazione di la Ciotat (1896) (L'arrivè d'un train a la Ciotat)
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