MARE NERO
Un delitto nella fertile terra delle coppie scambiste, di persone dall’apparente volto senza impegni. Un delitto nelle pagine di un libro arido di uomini arrapati, giovani coppie ai loro primi eccitanti flirt e uomini radar, pronti a captare il momento opportuno e cacciare la preda tra stanze buie. Un delitto tra l’odore di sperma che svanisce in quello caramelloso delle stanze. Un delitto tra la solitudine, la noia della convivenza trasformata in schiavitù. Un delitto in una moderna schiavitù sessuale, di petali in lattice, pvc, mascherini. Un mercato tra il business del xxi secolo. Un delitto, infine, su cui Luca Mocci, ispettore di polizia, deve indagare: un mondo sommerso o quantomeno immaginabile.
La vittima
La vittima si chiama Valentina Martini, una studentessa al primo anno d’università morta per asfissia dovuta allo strangolamento con un laccio di nylon dopo un rapporto sessuale con una persona fin qui sconosciuta. Il referto del medico del medico legale non sconvolge poi così tanto gli uomini della centrale, sicuramente abituati a delitti crudi come questo. Difatti c’è chi ne sdrammatizza l’evento:
“Gli hanno sfracellato la testa contro il muro.. questa era abituata a fare certi giochetti.. Il padre ingegnere e la madre insegnante.. Una ragazza di buona famiglia. Quando si dice la nuova borghesia, no ? Ragazzi, questa è roba da 500 € al pezzo.
Ricapitoliamo : bella ragazza, studentessa, con il guardaroba pieno. Queste sono le memorie della ragazza. Niente di particolare. Deposito 38”.
La rilettura personalizzata dell’omicidio da parte di uno dei poliziotti mette in luce i turbamenti interiori che da qui in poi, progredendo senza sosta, percorrono lo stato d’animo e fisico di Luca, interpretato da un ottimo Luigi Lo Cascio. Le espressioni del suo volto tradiscono ogni sorta di freddezza al caso e il continuo toccarsi il polsino sporco di sangue, dopo aver sfiorato il corpo della giovane vittima, lasciano capire come d’ora in poi qualcosa di straordinariamente deviante lo farà entrare in un labirinto ed in un lungo tunnel che dovrà percorrere.
Labirinti/tunnel/ buio/ vouyerismo e sadismo accompagnano questa pellicola di 78’, un film di co-produzione italo- francese e poco distribuito nelle sale italiane.
Luca Mocci convive da poco con Veronica (Anna Mouglalis), una giovane ragazza francese che lavora presso un’agenzia immobiliare. La sensualità di Veronica è pari alla sua razionalità e questo sembra mettere ancor più a disagio Luca, ossessionato dal turbamento interiore fatto di pensieri invasi da immagini pornografiche, di orge e dagli appagamenti sessuali che d’ora in poi sembrano nascondere qualcosa di diverso nelle relazioni fra le coppie. Il rapporto con la sua ragazza è quello della routine, così ci viene presentato fin dall’inizio; quello di due persone che per una conformità sociale devono relazionarsi in questo modo. La normalità, l’equilibrio è corroso da più mostri che ripetutamente accecano all’ispettore. E se ora deve con fatica trovare l’omicida di Valentina Martini, allo stesso modo deve estirpare il virus che lo infetta e lo mette perennemente in uno stato di panico e di disillusione. Gli argini dello scorrere sono stati devastati ed ora la terra sembra essere fradicia.
Il fiume in piena è gonfio di nuovi comportamenti devianti verso Veronica, unico bersaglio preso di mira. La sua sembra essere una battaglia psicologica strategicamente voluta. Un piano nuovo per distruggere qualcosa che d’improvviso ha trovato di fronte a sé e di cui ha orribilmente paura.
L’ inaspettata gelosia e una paranoica e autodistruttiva volontà di chiedere provocatoriamente al dettaglio ogni informazione a Veronica, porta in Luca il bisogno di un sesso deviato e rabbioso e al contempo morboso. Ricordate le ossessioni di Bill Harford (Tom Cruise) verso la moglie Alice (Nicole Kidman) dopo che quest’ultima gli ha raccontato di aver desiderato con un giovane ufficiale della Marina? Beh, sicuramente Roberta Torre avrà rivisitato più volte Eyes Wide Shut anche se le storie sono completamente diverse. Ma quella nota di pianoforte che crea suspense ed accarezza stati emotivi rimandano il pensiero ad una parte del film di Kubrick.
IL DEPOSITO 38
Un Night club è il luogo operativo dove ispettore dovrà indagare. Luca entra in un mondo non più da creare con la fantasia, bensì da attraversare tra spogliarelliste che intrattengono il pubblico. Le sue espressioni, la sua rigidità iniziale sembra frutto di un’ostinazione nel percorrerlo. La paranoia è incisiva come la paura di scoprire; i corpi nudi e soprattutto le performance potrebbero essere quelle di Veronica condotte in un’altra vita segreta, parallela a quella quotidiana. I suoi occhi ci comunicano questo. Luca e l’ossessione ora devono sprofondare, calpestare la fanghiglia. L’ossessione è rimasta in incubazione ed esploderà di getto.
Prima notte tra gli scambisti
Il corpo può subire una trasformazione, lo stato emotivo anche. La morbosità con cui comincia a frequentare il parco degli scambisti è un treno che corre con una velocità irregolare, portandolo passo dopo passo ad attraversare tutto ciò che può metterle paura ma al contempo a trascinarlo non più ad ispezionare sul caso. Non è più un gioco di equilibri ma di una trasgressione forzata, dubbiosa, dura.
Ed nel primo approccio con una bionda ragazza dentro la macchina e il proprio compagno a guardare e a manifestare l’eccitazione deviata, mostra tutta la sua impotenza e il bisogno di uccidere il mostro che ha dentro ed è visibile fuori. Il mare nero è anche un gioco per chi è costretto a farlo.
Camera mortuaria
L’ossessione che pulsa dentro Luca è lucida anche quando torna a vedere la ragazza morta all’interno della camera mortuaria. Le ferite inferte sul corpo sono penetrate dagli occhi: lo studio diventa coinvolgente, intensivo, maniacale. Luca si siede, la guarda, si siede nuovamente per poi rialzarsi, sfiorarla, guardare il vuoto, sedersi, girarsi, alzarsi, percorrere il tetro corridoio, uscire.
Il senso di colpa
La strategia migliore ora è quella di operare contro Veronica, nella parte debole in lei. Puntellando con domande insistenti sul sesso, sulle fantasie. La compagna deve cedere ora al senso di colpa, nell’umiliazione. Veronica deve inventarsi le fantasie erotiche che i clienti dell'agenzia immobiliare provano verso di lei. Ma Veronica resiste, capisce il gioco e ironizza per non cadere sopra quel filo dove ora cammina. Luca pone le sue domande con un pizzico di ironia, ma il crollo di nervi si evince nello squallore delle sue ultime domande, in ogni singolo muscolo che si rrrigidisce per tensione, paura di scoprire qualcosa.
“Come sono i tuoi clienti? Normali? Normali come? Normali grassi, normali magri? Che cosa vuol dire normale nella tua lingua?”
“Spiegami come funziona il tuo lavoro … Ti ha messo le mani sotto il maglione ed ha cominciato ad accarezzarti.. Ora devi continuare tu !!”
“Continuava a baciarmi ed io mi sono inginocchiata. Vuoi che te lo dica in francese ?”
Seconda notte tra gli scambisti
Luca stravolto nel parco, rannicchiato nella sua macchina, aspetta il primo abbagliare dei fari delle luci delle macchina appostate come lui, segnale che comunica la volontà di incontrarsi di giocare in tre o in quattro . Ma il parco non è solo un area di persone sprovvedute e difatti riceverà una prima minaccia da un frequentatore, caparbio nel capire che quell’uomo solitario è probabilmente uno fuori dal giro. Ma subito dopo riceve l’interesse di un secondo uomo, Ivano, una persona schietta dalla quale riceve le informazioni necessarie e verso cui non racconta la verità, ma al contrario di essere un frequentatore che cerca Valentina sua amica che non vede da tempo.
“Guarda questa. Il marito è dietro nel sedile posteriore. Tu ti avvicini e ti chiede i soldi. Se non gli piaci ti manda via. A lui piace sapere che sua moglie è una puttana. Alla fine lei non se li piglia..”.
L’amicizia con Ivano si stringe: c’è sinergia tra i due. Il lavoro da detective e il gioco da voyeur ora sono confusi. Luca deve conoscere pienamente le sue ossessioni. Ivano lo accompagna in un altro locale notturno dove Martina lavorava.
La prima rivelazione
Il nervosismo che lo accompagna nella risoluzione del caso lo porta ad abbandonarlo a confessare la sua incapacità al suo superiore nel risolverlo. Ma bastano pochi istanti che un uomo di mezza età confessa l’accaduto in questura. Luca ha davanti a sé l’omicida che sotto schoc racconta l’accaduto.
“Mi ha detto come fare. Per me era la prima volta. Ed è stato proprio mentre tiravo quel filo che lei rideva. Mi urlava: sei un vecchio. Ed è stato allora che le ho preso la testa e la battevo sul muro. E non le bastava mai”
Rivolgendosi a Luigi:
“Lo può dire lei a mia moglie?”
Qui potrebbe chiudersi la storia; essere archiviata come avviene nella centrale della polizia. Ma Luigi deve scavare oltre le possibilità del limite. Cammina nei corridoi della centrale e le voci scoppiano come mine che esplodono nella sua testa, moltiplicandosi, cambiando gradazione, trasformandosi..
La seconda rivelazione
All’interno della questura, una lettera gli viene inviata personalmente.
“Valentina viva puoi vederla. 10 ooo €. Domani dopo l’una al macello”. Sintesi di un caso ancora da decifrare.
Chiesti i soldi da un collega, li ottiene nella maniera più brutale. Un giro in macchina in due per cercare la cavia attraverso cui ottenerli. Un ragazzo conosciuto dalle forze dell’ordine, fermato, perquisito a cui viene trovata cocaina da rivendere ai “tipi giusti”.
L’arrivo all’appuntamento e tipicamente noir: il buio, la tensione e la pioggia lo accompagneranno al vecchio macello dove otterrà una videocassetta amatoriale. Luca la visiona nella sua stanza ma l’ingresso improvviso del suo superiore mette nuovamente in archiviazione il caso. Tutto quello che potrebbe avvenire oramai è inutile, chiuso a chiave e firmato in una stanza polverosa.
“Ci siamo abituati a convivere con i fantasmi. Prima tenta la fuga ed ora non ne può fare a meno. Noi siamo i chirurghi Mocci, non le viscere. Corriamo dietro i morti e all’ora di pranzo ci viene fame..”
Ultimo appuntamento fra gli scambisti
Uno sguardo suadente di una ragazza porta l’ispettore a raccogliere i segnali. Non più confini tra le distanze. Segue una Mercedes C 180 che lo conduce in una palazzina all’interno di un quartiere benestante. Dentro una stanza dopo riti galanti, il sesso si materializza nella perversione dei tre attori. La paranoia si trasforma in rabbia. Il gioco li accomuna.
Il giorno prima Veronica gli ha raccontato, sconvolta in viso, un sogno.
“Eravamo in un posto strano, un museo e c’era un sacco di luce. In una vasca c’era una statua in bronzo recuperata nel mare (la statua che vediamo nella stanza all’interno della palazzina e all’inizio del film recuperata dai pescatore nel mare oscuro). Era sommersa tra gli acidi corrosivi e tu la toccavi. Mi è venuta paura. Mi sembravi qualcuno che non ho mai conosciuto..”
Luca torna nel locale dove Valentina ha lavorato nelle dark room. Il fantasma lo perseguita, l’ossessione e le voci continuano a martellare la sua testa. E’ oramai esausto. Il viaggio continua nel sonno, nel sogno e svanisce l’indomani quando durante la colazione Luca e Veronica sono sereni ed ironici l’uno con l’altro.
“E’ stato bello ieri sera”, le dice con voce bassa e sensuale Veronica, carezzandogli la mano.
Mare Nero
Regia: Roberta Torre
Con: Luigi Lo Cascio, Anna Mouglalis
Sceneggiatura: Heidrun Schleef ,Roberta Torre
Montaggio: Jacopo quadri
Fotografia: Daniele Ciprì
Costumi: Alberto Spiazzi
Genere: Noir-erotico
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