"Pillole di storia nel tempo e nello spazio"
Nella sua Storia di utopia planetaria, Armand Matterland ricorda come l'economista A.T. Vandermonde avesse scritto nel 1795, che l'entrata in funzione del telegrafo ottico, rappresentasse una smentita della tesi di Rosseau, secondo cui:
"la nuova tecnologia offriva la possibilità di interagire a grandi distanze, rendendo la Francia rivoluzionaria, capace di rimpicciolire il proprio territorio; un grande popolo appariva in grado di scambiare e mettere a confronto le proprie opinioni analogamente a quanto avveniva nelle democrazie greche".
Quest'idea dell'esistenza di un rapporto di reciproca implicazione una proliferazione delle reti tecnologiche e propagazione dei principi di libertà, uguaglianza e fratellanza, è per Matterland una costante della storia moderna dall'epoca dei lumi e delle rivoluzioni industriali, la vecchia utopia della costruzione di una grande famiglia umana sotto l'egida del cristianesimo che sembrava tramontata da quando le guerre di religione e la pace di Westfalia avevano diviso l'europa lungo i confini degli stati-nazione. Ora si ripresentava come tensione verso una "repubblica mercantile universale".
Nasce in questi anni un "immaginario cosmopolita" che, annota Matterland, si articola in due modelli: da un lato l'irridazione dei nuovi valori universali, dall'altro la centralità di tecnologie e di mercato..
Alessandro Dionisi
Thursday, November 9, 2006
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