Il 1 luglio 1913, la Torre Eiffel inviò il primo segnale orario trasmesso al mondo. Una immensa struttura di rete globale si insediò nel mondo.
Se per Newton il tempo scorreva in maniera uniforme, Immanuel Kant ne "La critica della ragione pura" (1781), respinse la teoria newtoniana che vedeva "il tempo assoluto, vero e matematico"(1678), affermando che esso fosse soggettivo o fondamento dell'intera esperienza. Ma sebbene fosse soggettivo, era anche universale - il medesimo per ogni individuo.
Nel 1884 a Washington, 25 paesi adottarono come meridiano zero quello di Greenvwich, dividendo la terra in 24 fusi orari diversi. Nasceva il tempo pubblico; il tempo omogeneo ufficializzato. L'indipendenza delle ore locali cominciò a smarrirsi, per poi definitivamente crollare.
La terra risvegliata dai ronzii delle campane, dalle tradizioni locali, perse il colore e il candore di un fascino ancestrale, dinnanzi a nuovi impulsi che si propagavano con una velocità nuova e capace di creare una forte disputa tra l'eterogeneità del tempo personale e l'assalto del tempo pubblico.
Quest'ultimo cominciò a seminare la rigorosità scandita dal ticchettio degli orologi, dalle registrazioni degli orari di lavoro, dalla logica del perfezionismo raccolti in movimenti meccanici: nacque così l'era dell'elettricità. L'enfatizzazione del nuovo mondo cambiò il segno fluido del movimento del corpo scandito da un ritmo caldamente biologico. L'intromissione sottile delle tecnologie della comunicazione e dei trasporti centralizzò l'economia, concentrò la popolazione nelle città, giganteggiò il potere governativo e le burocrazie politiche. Un battello salpò, lanciò le proprie reti estendendole progressivamente e custodendo morali giustificazioni di fronte al giudizio universale della storia. La società della sorveglianza divenne una forza strategica penetrante, amplificò la possibilità di monitorare la vita collettiva. La società della sorveglianza non nacque agli albori del XX secolo, ma manifestò in modo esponenziale le sue capacità, proseguendo un percorso nato "nella notte dei tempi", quando l'organizzazione sociale affiancò a se stessa l'avidità incessante di produzione. Produrre significava anche porre nuovi confini interni, trascrivendo su fogli di carta nominativi di individui appartenenti alla comunità. La registrazione delle persone già nel XVsecolo a.c. era attuata grazie al censimento. Il popolo d'Israele per non fuggire alla servitù egizia fu censito e fu salvaguardata quella minoranza etnica sfruttata selvaggiamente....
Tuesday, September 26, 2006
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